Il record della
disinformazione
su Radiouno:
all’appuntamento
in Riva degli
Schiavoni
preferiti gli “Stati
generali” Udc
GIULIO DE CAPITANI
L’appuntamento sulla Riva degli
Schiavoni è stato anche per il
2009 un’ulteriore iniezione tonica
e rassicurante per coloro che sono
orgogliosi di appartenere al
Movimento della Lega Nord.
La gente padana, questa
straordinaria e composita sommatoria
di passione, voglia partecipativa
ed orgoglio identitario
che Umberto Bossi è riuscito a
far emergere da un’anonima rassegnazione,
è sfilata sulla laguna
veneziana, occupando
tranquillamente canali e vicoli ed
attestandosi infine con migliaia
di bandiere attorno al palco dove
il “capo” e gli altri uomini del
Carroccio hanno preso la parola.
Dal 1996, da quella calda ed
eccezionale giornata che vide
una formidabile catena umana
abbracciare il fiume Po sui due
lati e lungo tutto il suo corso, con il
fulcro della manifestazione proprio
a Venezia, l’appuntamento
settembrino della Lega Nord è
diventato un’occasione importante
e attesa. Importante perché
dal palco galleggiante vengono
tracciati i consuntivi dell’azione
del Carroccio, sia quella politica
che quella amministrativa; attesa
perché è proprio da Venezia
che Bossi indica la strada da
seguire per gli ulteriori obiettivi
da raggiungere.
Occasione importante e attesa,
dicevamo, per tutti, tranne che
per i mezzi di informazione pubblica.
Nel pomeriggio di domenica,
tornando in macchina dalla
manifestazione, mi sono sintonizzato
su Radiouno, che trasmette
un notiziario generalmente
ogni trenta minuti, salvo adattamenti
dettati da dirette sportive
(domenica pomeriggio si giocava
il campionato di calcio). Ebbene,
nei tre notiziari che ho ascoltato
durante il tragitto, proprio nell’im -
mediatezza dell’evento e nel momento
di maggiore ascolto a cavallo
di “Tutto il calcio minuto per
minuto”, la manifestazione della
Lega veniva banalizzata con riferimenti
di pochi secondi, addirittura
messa in subordine rispetto
(udite, udite) agli “Stati
generali” dell’Udc di Chianciano!
A dimostrazione della scorrettezza
informativa nella gestione
delle priorità (accostare la riunione
di Chianciano alla Festa
dei Popoli Padani di Venezia è
ridicolo), le poche parole del notiziario
Rai attribuite agli esponenti
leghisti venivano immediatamente
replicate e quasi ridicolizzate
da affermazioni di Ca -
sini, a conferma di una regia
chiaramente in malafede.
Passi (si fa per dire) per i disinformatori
storici, quando c’è la
Lega di mezzo, sia tramite stampa
(Repubblica e Corriere della
Sera) che tramite l’etere (i trinariciuti
di Raitre e i “radical chic”
de La7 della “ro s s a ” Gruber). Ma
che il notiziario radio largamente
più ascoltato su tutto il territorio
nazionale continui a boicottare la
Lega e a (cercare di) umiliarne
l’immagine non è più accettabile.
Quello che bisogna pretendere
non è un trattamento di favore,
ma semplicemente una corretta
informazione e una “par condicio”
nei programmi pubblici, da
sempre completamente disattesa.
Sappiamo che è proprio il
consenso leghista crescente e
l’agenda di governo prossima
ventura a scatenare l’o ff e n s i v a
dei trasversali gruppi di potere
economico/politico, ma l’atteg -
giamento del servizio pubblico è
diventato veramente intollerabile.
I media padani svolgono un
egregio lavoro d’infor mazione
che deve giornalmente confrontarsi
con la controinformazione,
enormemente più dotata di mezzi
e disponibilità finanziarie, che
per quanto riguarda la Rai (ma
pure Corrier e e Repubblica ri -
cevono contributi statali) attingono
anche dalle tasse pagate
dai cittadini leghisti che vengono
continuamente vilipesi.
Non è una novità questa commedia
dell’assurdo comunicativo.
Il problema vero è in che modo
affrontare il “nemico” e farsi rispettare,
come è dovuto ad un
Movimento politico importante come
la Lega Nord, l’unico schierato
dalla parte della gente, a prescindere.
A mio parere tutti coloro
che si riconoscono nella Lega
Nord, assieme ai tanti straordinari
militanti che già danno
l’anima, oltre a chiedere ad altri
di intervenire dovrebbero attivarsi
subito da soli. Come? Sostenendo
maggiormente i media padani,
non solo a parole, ma con
atti più pratici, ad esempio acquistando
tutti i giorni la Padania.
E poi inondando di fax e di
lettere di protesta le redazioni di
giornali, radio e televisioni che
denigrano sistematicamente la
Lega, anche inventandosi pseudo
notizie, come quella dei “pic -
chiatori verdi”.
Prima di dire che non serve,
proviamo tutti a farlo, con la stessa
continuità e passione che vengono
messe in tante iniziative del
Movimento e con la caparbietà
che ci ha insegnato Umberto Bossi.
Penso che si tratti di un atto
dovuto, per tutelare i diritti e la
dignità della gente padana e per
supportare le prossime e decisive
sfide che ci attendono.
Presidente del Consiglio
regionale della Lombardia
fonte : la padania 21 09 2009